La Ford produce auto famigliari, e così ci tiene a che i propri clienti dormano sonni tranquilli. Per questo motivo ha pensato anche al momento che più i genitori temono, il passaggio delle chiavi ad un figlio neo-patentato. Per poter rendere questa transizione più semplice ha inventato MyKey, una sorta di sistema di allarme che non consente ai neopatentati di trasgredire alle regole imposte dai genitori.
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Denuncia Adoc: Neo patentati alla guida dei Suv ma non su un’utilitaria
Dal 1 luglio i neopatentati avranno la possibilità di sedere al volante di un SUV ma non di un’utilitaria. E’ il risultato di una controversa legge prossima ad entrare in vigore che, secondo l’Adoc, mette a grave rischio la sicurezza stradale. “E’ assurdo che un neopatentato abbia il divieto di circolare con un’utilitaria, vettura ideale per fare esperienza di guida, mentre possa liberamente guidare un SUV – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – dal 1 luglio, infatti, chi prenderà la patente B non potrà guidare per un anno autovetture con una potenza specifica, riferita alla tara, di 50 kw per tonnellata. In questo modo sarà possibile guidare un’auto di grossa cilindrata ma sarà vietata la circolazione con un’utilitaria. Mettendo a grave rischio la sicurezza stradale, sia per i giovani conducenti, ancora inesperti e inadatti a guidare auto mastodontiche, che per gli altri automobilisti e pedoni. Chiediamo che venga rivista con urgenza questa legge, prima che entri in vigore.”
Il 34% dei giovani guidatori è a rischio
Un giovane su tre, il 34,3% del totale, è un potenziale guidatore a rischio. Lo dice uno studio intitolato “Il paradosso del giovane guidatore”, condotto dai professori Anna Maria Giannini e Fabio Lucidi, docenti all’università La Sapienza, illustrato ieri pomeriggio (27 novembre) alla Biblioteca Nazionale di Roma, nell’ambito delle manifestazioni per il 60° anniversario della Polizia Stradale. Si tratta di un progetto molto importante, perché realizzato proprio dalla Polizia Stradale nell’ambito del Progetto Icaro, giunto alla conclusione della sua settima edizione, con 133 città complessivamente coinvolte e 72mila studenti che hanno preso parte alle attività legate alla sicurezza.
Le caratteristiche rilevate dalla ricerca nel cosiddetto “giovane guidatore a rischio” porterebbero spesso a comportamenti definiti pericolosi: l’identikit che emerge dall’analisi parla di un conducente più trasgressivo e maggiormente portato all’errore rispetto agli altri, che finiscono col pagare però il prezzo di questo atteggiamento.