Guidare in Europa è semplice. Le regole del codice della strada sono al 99% uguali e, come abbiamo dimostrato in un precedente post, le differenze sono davvero minime. Molto invece cambia nei Paesi al di fuori dell’UE. Se avete intenzione di recarvi in un Paese non europeo dovete sapere che ancor prima di adattarvi al nuovo codice della strada, bisogna premunirsi con una serie di documenti.
Codice della Strada
Come guidare in Europa, documenti e codice della strada
Se dovete recarvi all’estero con l’auto, sicuramente il dubbio vi sarà venuto: servirà qualche documento particolare? Da quando è stata istituita l‘Unione Europea per fortuna all’interno dei confini dell’area Schengen è possibile circolare nello stesso identico modo dell’Italia. Anche se le scritte sui cartelli sono in lingue diverse, i segnali sono sempre uguali ed i documenti validi in Italia (sostanzialmente la patente) sono validi anche al di fuori dell’Unione Europea. Dunque quali differenze ci sono?
Ancora tante le vittime della strada
Tante sono le vittime delle strade italiane; 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata. Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada. Dopo ogni incidente grave, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo.
Sicurezza stradale: Il codacons forza la mano per il rispetto del Codice della Strada
Dopo la domenica appena trascorsa, caratterizzata dalla morte di 4 pedoni, il Codacons lancia una battaglia in favore del rispetto del Codice della Strada. “I pedoni sono sempre più a rischio in molte città italiane, e i casi tragici di questi giorni lo dimostrano chiaramente – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – La responsabilità del preoccupante incremento del numero di pedoni investiti e uccisi è da ricercarsi soprattutto nella scarsità dei controlli sulle strade, e nel numero esiguo di multe elevate rispetto a gravi violazioni che oramai sono diventate la regola. A tutela della categoria dei pedoni – prosegue Rienzi – abbiamo deciso di presentare un esposto alle Procure della Repubblica territorialmente competenti per le morti di ieri (Roma, Napoli, Salerno e Lanciano) nel quale si chiede di accertare anche il comportamento dei Prefetti e della Polizia Municipale dei quattro comuni.
Sicurezza stradale: debutta sistema sanzionatorio transnazionale
Un conducente europeo che viola il codice della strada in un paese diverso da quello di immatricolazione del suo veicolo non potrà più restare impunito, perché sarà più facile identificarlo. Così a pagare non saranno più soltanto i trasgressori residenti, ma anche quelli stranieri che rappresentano circa il 5% del traffico e sono responsabili, in media, del 15% delle violazioni della velocità. E’ quanto prevede una proposta adottata oggi dalla Commissione europea che aumenta la sicurezza stradale in tutti gli Stati membri dell’Ue facilitando il sistema sanzionatorio transnazionale. La Commissione europea istituirà un sistema comunitario che permetterà lo scambio elettronico dei dati, così da notificare le infrazioni che avvengono al di fuori dei confini nazionali. Le infrazioni prese di mira dalla direttiva sono quelle che provocano il maggior numero di vittime: eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, mancato uso della cintura di sicurezza e mancato rispetto del semaforo rosso.
Aci: crescente la percentuale dei pedoni morti sulle strisce
L’Italia è l’unico paese in cui la percentuale dei pedoni morti sulle strisce, rispetto ai morti totali in incidenti stradali, è, negli ultimi anni, crescente: era del 12,4 per cento nel 2005 e le proiezioni per il 2006 confermano una preoccupante tendenza al rialzo. Lo sostiene l’Aci Automobil Club d’Italia, secondo il quale in Italia nel 2005 sono morti 672 pedoni, 11,5 persone ogni milione di abitanti. E di questi il 29,3 per cento lascia la vita ‘”sulle strisce”. Per fronteggiare questa emergenza l’Aci, che per il 2008 sarà capofila del progetto EuroTest dedicato alla sicurezza dei pedoni, propone di introdurre nel Codice della Strada l’obbligo per i conducenti di dare la precedenza non solo ai pedoni che attraversano sulle strisce ma anche, come avviene in altri Paesi Ue, a quelli che si accingono ad attraversare;
Distanza di sicurezza: cosa recita il Codice della strada
Molti incidenti stradali derivano dall’inosservanza di una disposizione fondamentale del Codice della strada, spesso sottovalutata: la distanza di sicurezza. Il Codice prevede che, durante la marcia, i veicoli debbano tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono. Fuori dai centri abitati, quando sia stabilito un divieto di sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 m. Questa disposizione non si osserva nei tratti di strada con due o più corsie per senso di marcia. Quando siano in azione macchine sgombraneve o spargitrici, i veicoli devono procedere con la massima cautela. La distanza di sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore a 20 m. I veicoli che procedono in senso opposto sono tenuti, se necessario, ad arrestarsi al fine di non intralciarne il lavoro.
La Polizia Stradale ricorda come è bene portare in auto i bambini
Nonostante si tratti di informazioni che non costituiscono novità assoluta, abbiamo pensato che “rinfrescare” la memoria degli utenti interessati (e genitori) potesse rappresentare cosa utile. Per questo riportiamo un’informativa pubblicata sul sito della Polizia di Stato e relativa al trasporto in auto dei bambini. – Con l’entrata in vigore, dal 14 aprile 2006, del Decreto Legislativo 13 marzo 2006 n. 150, è stato modificato l’art. 172 del Codice della Strada: “Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini.” In generale è possibile riassumere i cambiamenti introdotti dalla nuova norma applicando questa semplice regola: ogni volta che si occupa un posto a sedere su un veicolo dotato di cinture di sicurezza, è obbligatorio per tutti, conducente e passeggeri, utilizzarle e nel caso di trasporto di bambini di adottare i sistemi di ritenuta idonei (seggiolini o adattatori).