Gasolio, vero “oro nero” dei petrolieri!

traffico.JPG Secondo l’Adoc la tassazione sulla benzina, comprensiva di Iva e accise, è più incidente dell’10% rispetto a quella sul gasolio. Un fattore che aumenta quindi il margine di business, basato sul gasolio, per le compagnie petrolifere. “Sia l’accisa che l’Iva sul gasolio sono inferiori complessivamente del 10% a quelle previste per la benzina – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – una componente che aumenta il margine di business per i petrolieri. Basti pensare, infatti, che il parco macchine a gas dei privati supera quello delle auto a benzina, e che l’85% dei trasporti interni in Italia avviene su gomma. Il gasolio è il vero “oro nero” per le compagnie. Per questo chiediamo all’Antitrust di concentrare la sua attività di vigilanza sulle dinamiche dei prezzi del gasolio, che rischiano di danneggiare gravemente l’economia italiana.”

Rincari carburante: ma chi controlla l’operato dei petrolieri?

traffico.JPG Scaduto il bonus fiscale pensato per contenere i prezzi del carburante, il prezzo di benzina e gasolio ha riguadagnato 2 centesimi di euro proprio quando il costo al barile del petrolio è sceso di ben 10 dollari. Possibile? Adoc che si adopera per la tutela dei consumatori oltre a denunciare l’emergenza prezzi, riflette anche sulle contraddizioni che in Italia portano la spesa della famiglie a continui aumenti ingiustificati.

Prezzi della benzina ancora in rialzo!

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Tornano a correre i prezzi alla pompa di benzina e gasolio che, aggiungendo i 2 centesimi tagliati dall’intervento temporaneo sulle accise, supererebbero il record storico. Per l’Adoc serve un intervento deciso del Governo. “Il taglio fiscale non ha sortito alcun effetto e i prezzi della benzina tornano a correre – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – se si intende veramente salvare l’economia delle famiglie, evitandogli un aggravio di quasi 300 euro l’anno, servono interventi più decisi e coraggiosi da parte del Governo e un maggiore controllo sulle compagnie petrolifere. E’ opportuno, inoltre, che l’Antitrust indaghi sul prezzo quasi omologato praticato dai distributori di marca, maggiore di 10-12 centesimi rispetto a quelli non marcati .

Prezzo del carburante alla fonte: “perché è tenuto segreto?”

benzina.jpg L’Unione nazionale consumatori chiede che l’Antitrust sciolga le compagnie petrolifere dall’impegno di non pubblicare i prezzi, in modo da abbattere il muro di silenzio che impedisce di conoscere il reale costo dei carburanti. I prezzi dei carburanti sono adesso considerati dati riservati e confidenziali e chi li diffonde può essere accusato di violazione del segreto commerciale. “Come si fa se i prezzi sono tenuti segreti – si chiede allora Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori – a prevenire o smascherare accordi di cartello tra compagnie petrolifere oppure a identificare il vero responsabile di aumenti ingiustificati di prezzo?