Isae: costo del petrolio sostenuto anche nel 2009

rincari_carb.jpg L’Isae stima ”una progressiva normalizzazione” del prezzo del petrolio che però resterebbe sostenuto anche nel 2009, sopra i 90 dollari. ”Pur ipotizzando l’attenuarsi nella seconda metà dell’anno – sottolinea l’Istituto di analisi economiche – delle componenti speculative, dominanti in queste settimane, e una progressiva normalizzazione dei prezzi a riflesso di una congiuntura mondiale in indebolimento, il corso del brent continua a collocarsi sostanzialmente sopra i 90 dollari nel 2009, dopo un livello di poco inferiore ai 100 dollari nella media del 2008“. Per quanto riguarda invece il rapporto di cambio tra euro e dollaro, “si suppone che dopo un’accentuata volatilità nel corso del 2008, con episodi di ulteriore indebolimento che portano il dollaro a toccare nuovi picchi storici di valutazione, nel corso del 2009 ci siano le premesse per un apprezzamento del biglietto verde nei confronti dell’euro“.

Centro Tutela Consumatori Utenti: Lettera aperta per il Ministro delle Infrastrutture On. Antonio Di Pietro

antoniodipietro.jpg Egregio Sig. Ministro Di Pietro, (e per conoscenza inviata anche all’ANAS Direzione Generale)

la presente per sottoporre alla Sua cortese attenzione la seguente questione. Che le tariffe autostradali siano care è risaputo, che ogni anno vengano decisi aumenti a volte ben oltre il tasso di inflazione è pure risaputo, che vi siano aumenti da un anno all’altro nell’ordine del 70% ci sembra francamente una cosa inaudita!
Fatto: giorno 09.11.2007; un consumatore entra con la propria autovettura al casello di Lucca Est e dopo qualche centinaio di chilometri esce a quello di Venezia Mestre, costo del pedaggio 10,00 euro (vedi allegato/estratto conto Telepass).
Giorno 09.01.2008, stessa tratta, stessa autovettura utilizzata: entrata al casello di Lucca Est ed uscita a quello di Venezia Mestre; costo del pedaggio 17,30 euro (vedi sempre allegato). Differenza di costo: 7,30 euro pari ad un aumento di ben il 73%! Inaudito.
È evidente che siamo di fronte, in taluni casi, ad aumenti di tariffa scandalosi. Motivo per cui siamo cortesemente a richiederLe come possano verificarsi aumenti di tariffa nell’ordine finanche del 70%, a fronte di livelli dichiarati di aumento del 2-3%?
Simili ingiustificati aumenti ci sembrano al di fuori di qualsiasi logica e possibilità di accettazione; anzi intollerabili in quanto non possono non essere viste come vere e proprie rapine perpetrate a danno degli automobilisti-utenti della rete autostradale e prive di qualsiasi plausibile giustificazione.

Adoc: il costo delle polizze RCA va tagliato del 15%

soldi1.jpg I recenti interventi di liberalizzazione nel settore assicurazioni, come l’indennizzo diretto e l’agente plurimandatario, non hanno ancora prodotto un ribasso delle polizze RCA che al contrario, secondo l’Adoc, sono aumentate in media del 5%. “L’Rc Auto è aumentata del 3,5%, la Rc Moto del 7% – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – comportando un costo medio maggiore di 60 euro rispetto all’anno scorso. L’introduzione dell’indennizzo diretto, della patente a punti e dell’agente multimandatario non hanno prodotto l’auspicata diminuzione delle polizze rca del 20-25%. Ora, per mantenere gli impegni presi e per far rientrare il costo nella media europea, il prezzo delle polizze dovrebbe essere tagliato del 15%, con conseguente risparmio annuale medio per l’utente di 150 euro. Ad oggi solo le compagnie hanno potuto risparmiare, dato che i loro costi sono diminuiti del 7-8% ”.

Prezzo del carburante alla fonte: “perché è tenuto segreto?”

benzina.jpg L’Unione nazionale consumatori chiede che l’Antitrust sciolga le compagnie petrolifere dall’impegno di non pubblicare i prezzi, in modo da abbattere il muro di silenzio che impedisce di conoscere il reale costo dei carburanti. I prezzi dei carburanti sono adesso considerati dati riservati e confidenziali e chi li diffonde può essere accusato di violazione del segreto commerciale. “Come si fa se i prezzi sono tenuti segreti – si chiede allora Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori – a prevenire o smascherare accordi di cartello tra compagnie petrolifere oppure a identificare il vero responsabile di aumenti ingiustificati di prezzo?

Adoc: allarme speculazione su prezzo carburanti

benzina.jpg Il costo del greggio al barile è diminuito di 10 dollari, ma il prezzo della benzina è rimasto sostanzialmente invariato. Per l’Adoc è una speculazione verso gli utenti. “E’ una situazione scandalosa – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – basata sulla speculazione e sulla vessatorietà tra le compagnie petrolifere, a danno degli utenti. Con l’attuale costo del greggio, la benzina avrebbe dovuto calare di almeno 4-5 centesimi di euro. Invece è rimasta invariata, producendo un ingiusto aggravio di spesa ai cittadini, nell’ordine di 120 euro annuali. Che fine hanno fatto le promesse di sterilizzazione dell’Iva e di diminuzione delle accise? Chiediamo un intervento urgente di Mister Prezzi, augurandoci possa mettere un freno a questa odiosa speculazione”.

Rc Auto: da settembre si potrà verificare la congruità dei prezzi in tempo reale

assicurazione_rif_prezzi.jpg Via libera da parte dell’Isvap al preventivatore Rc auto, ovvero il portale informatico che consentirà agli utenti di confrontare in tempo reale i preventivi Rc auto delle compagnie assicurative. Come funziona? “Con un solo accesso – spiega l’autorità – gli utenti potranno digitare i dati relativi al proprio profilo di rischio e riceveranno in tempo reale i preventivi delle diverse compagnie ordinati secondo la maggiore convenienza economica. In tal modo, gli utenti, grazie anche alla riforma dell’attestato di rischio, alle altre iniziative di liberalizzazione, nonché consapevoli della qualità del servizio grazie all’introduzione del risarcimento diretto, potranno con maggiore facilità e cognizione di causa decidere di cambiare compagnia, contribuendo così all’innesco dei meccanismi concorrenziali del mercato e, quindi, al contenimento delle tariffe.”

Il prezzo del Diesel ormai prossimo al suo record storico

carburanti_rif_eni.jpg Il caro-petrolio spinge il prezzo dei carburanti che riprendono la corsa con una nuova ondata di rincari scattati da venerdì in alcuni dei principali marchi. Il gasolio è a un soffio dal record storico. Negli impianti Agip il prezzo di vendita consigliato per la benzina è salito a 1,396 euro, 2,2 centesimi in più al litro, mentre il diesel è volato a 1,317 euro (+1,8 centesimi) vicinissimo al record di 1,319 euro raggiunto due mesi fa. Il prezzo del gasolio aumenta anche per Erg (+0,5 cent) e per Esso (+0,3). A spingere sui listini dei prezzi consigliati dalle compagnie ai propri gestori, le quotazioni del petrolio che dopo aver superato i 100 euro al barile, si mantiene ormai da settimane stabilmente sopra i 95 dollari.

Inchiesta Altroconsumo: pochi e male funzionanti i cartelli contro il caro carburanti

prezzi_carburanti.jpg Cartelloni in autostrada per dare informazioni sui prezzi praticati dai distributori: era una delle misure che Altroconsumo indicava da tempo come possibile via per aiutare i consumatori a fronteggiare il caro-carburante. Ma i cartelloni sono ancora pochi, spesso non funzionano o non danno informazioni del tutto corrette. Questo l’esito dei sopralluoghi di Altroconsumo per le autostrade italiane. Il tema di come fronteggiare il caro benzina è all’ordine del giorno dell’agenda politica da anni, nel corso dei quali si sono sprecate le promesse di fare qualcosa di concreto, dalla defiscalizzazione all’adozione di misure adeguate per introdurre elementi di concorrenza e liberalizzazione nel mercato dei carburanti. Altroconsumo è sempre in prima linea nel chiedere ai vari governi di rispettare gli impegni e adottare decisioni concrete.

Prezzi carburanti: Le organizzazioni di categoria criticano il Governo e l’ENI

carburanti_rif_eni.jpg In una nota congiunta le Organizzazioni di categoria -Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio- lamentano la sensibile contrazione dei consumi dei carburanti, attestata al 7% in meno rispetto allo scorso anno, e denunciano che i continui aumenti dei prodotti che costano ai Gestori più di 88 milioni di euro. Le Organizzazioni ricordano, infatti, che il reddito dei Gestori è legato ad un margine fisso pro litro, pari a circa 3,5 eurocent, indipendentemente da qualsiasi variazione del prezzo attuato dalle compagnie petrolifere. Peraltro, gli impegni assunti dai petrolieri verso l’Antitrust sono, di fatto, una maxi presa in giro nei confronti dei cittadini, utile solo ad una operazione promopubblicitaria gratuita. L’esempio più evidente è dato dall’annuncio di sconti sulla rete Eni di cui è bene sapere che gli automobilisti potranno godere solo su alcuni impianti e solo in alcuni orari scomodi -ad esempio di notte. Sarebbe bene che né l’Antitrust, né il Governo si prestassero a queste operazioni di facciata e di marketing aziendale e che l’ENI si decidesse ad abbassare i suoi prezzi, visto che ammette di avere disponibilità, su tutta la sua rete e per tutta la giornata.