
Anche per questi motivi Faib, Fegica e Figisc -prosegue la nota- invitano pressantemente tutti -petrolieri e Governo- a fare ciascuno la sua parte: le compagnie petrolifere adottino politiche di prezzo che contengano le tensioni attuali e consentano ai Gestori di praticare condizioni non penalizzanti per i cittadini/consumatori; il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’Economia, restituiscano alla collettività il maggior gettito di IVA derivante dall’aumento dei prezzi al pubblico, abbattendo il peso delle accise, così come, già ora, consentono le norme vigenti.
Sono azioni immediatamente attuabili entrambe e che, oltre a produrre effetti positivi per tutti i cittadini, avrebbero anche il merito di attenuare quella sgradevole e diffusa sensazione che intorno al prezzo dei carburanti si scatenino, periodicamente, infruttuose discussioni, utili solo sul piano del facile effetto mediatico. Situazioni che penalizzano i consumatori ed i gestori, uniti nel medesimo destino di spettatori di partite che si giocano altrove.
Via | Confesercenti